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Identità e orientamento sessuale

Ambiti d'intervento

Identità e orientamento sessuale Grottaferrata Roma

Per fortuna il progresso culturale e scientifico degli ultimi decenni ha messo in discussione l’idea che gli esseri umani si distinguano in due sole categorie di genere: oggi sappiamo che l’identità sessuale di un individuo si sviluppa e si definisce attraverso una pluralità di categorie, i cui confini possono essere flessibili. Ma facciamo un po’ di chiarezza.

L’identità sessuale

Identità sessuale è un termine ‘’ombrello’’ nato allo scopo di riunire sotto un’unica definizione le numerose componenti coinvolte quando si parla degli esseri umani nel loro essere sessuati. Il termine indica quell’insieme di elementi che sono parte fondamentale della comprensione profonda che ciascuno di noi ha di se stesso come essere umano sessuato.

Data la complessità dell’argomento, può essere utile specificare i costituenti, a livello teorico, della nostra identità sessuale. Classicamente, si distinguono quattro componenti: il sesso biologico, l’identità di genere, il ruolo di genere, e l’orientamento sessuale

Ruolo di genere

Con questo termine si intende l’insieme delle aspettative sociali su ciò che è considerato adeguato e appropriato per uomini e donne. In altre parole, se l’identità di genere è l’esito di un processo di appropriazione soggettiva che ciascuno di noi compie rispetto al proprio essere maschile e femminile, il ruolo di genere è l’insieme delle “prescrizioni” e aspettative che la cultura di riferimento indica o impone su ciò che va bene per i maschi e su ciò che va bene per le femmine. Inutile dire che, a questo proposito, esistono differenti gradi di margine e di flessibilità rispetto a questi criteri di adeguatezza a seconda della cultura di riferimento in cui di volta in volta ci troviamo.

Orientamento sessuale

L’orientamento sessuale è l’unica delle quattro componenti costitutive dell’identità sessuale il cui focus non è centrato esclusivamente sul soggetto in prima persona – ovvero su qualcosa che appartiene all’individuo sul piano fisico o sul piano di una appropriazione interiore di significati sociali- bensì sul legame tra il soggetto e gli altri. L’orientamento sessuale, infatti, può essere definito come la direzione stabile e prevalente dell’attrazione affettiva e/o sessuale verso le altre persone. Si definirà eterosessuale chi percepisce tale attrazione verso chi ha un sesso differente dal proprio, omosessuale chi invece tale attrazione la vive verso chi ha il proprio medesimo sesso di appartenenza e, infine, chi non distingue una prevalenza dell’una o dell’altra attrazione nella propria esperienza si definisce come bisessuale.

L’orientamento sessuale è una caratteristica tendenzialmente stabile, almeno in parte determinata geneticamente. In genere si distingue l’eterosessualità (attrazione per le persone dell’altro sesso), l’omosessualità (attrazione per le persone dello stesso sesso) e bisessualità (attrazione per le persone di entrambi i sessi). In assenza di attrazione sessuale si parla invece di asessualità.

L’identità sessuale è quella componente dell’identità che riguarda l’esperienza psicologica relativa al proprio orientamento sessuale. In altre parole, se l’identità di un individuo corrisponde al suo senso di sé che gli permette di rispondere alla domanda “chi sono io?”, l’identità sessuale consente di rispondere alla domanda “chi mi piace?”.

Quello delle parafilie, o comportamenti sessuali non convenzionali, è un argomento ancora molto dibattuto in psicologia, soprattutto perché contaminato da aspetti storici e culturali. Quando è opportuno chiedere un aiuto psicoterapeutico?

Un tempo le chiamavano “perversioni sessuali”. Oggi, per riferirsi a tutti quegli interessi e pratiche erotiche ritenute atipiche, parliamo di parafilie, cioè intorno all'amore e si riferisce a impulsi, fantasie o comportamenti sessuali intensi e ricorrenti, che implicano oggetti, attività o situazioni inusuali, distanti da quelli comunemente previsti nella pratica sessuale.

il concetto di parafilia è ancora oggi complesso e dibattuto, soprattutto perché strettamente vincolato a norme sessuali e culturali radicate nel senso comune, ma che variano molto a seconda del contesto religioso, geografico e storico.

L’evoluzione della definizione di attività sessuale perversa in psichiatria riflette i cambiamenti storici della nostra società. Il caso dell'omosessualità ne è un esempio lampante: considerata per lungo tempo una perversione e punita dal codice penale come “atto di libidine contro natura”, è oggi accettata e riconosciuta come normale manifestazione della sessualità in molti paesi del mondo (anche se non tutti). Da poco anche in Italia le regolamentazioni civili riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso (legge sulle unioni civili del 20 maggio 2016, n. 76, cosiddetta legge Cirinnà). L’omosessualità è definitivamente scomparsa dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) nel 1990 dopo 17 anni di dibattito sul tema.

Negli ultimi anni la sessualità è divenuta un’area di indagine scientifica ed è stato possibile constatare come coppie ritenute “normali” abbiano in realtà una varietà di comportamenti sessuali differenti, tutti potenzialmente “perversi”. Fantasie perverse si riscontrano in moltissime persone, senza però manifestare l’aspetto compulsivo (e cioè incontrollabile), fondamentale per rientrare nella definizione di parafilia.

La sessualità per la coppia è spazio di sperimentazione, creatività, gioco, e può assumere forme molto diverse. Il fatto che, per esempio, si provi eccitazione leggendo un fumetto erotico, o che uno o entrambi i membri della coppia interpretino ruoli indossando una precisa tipologia di indumenti, costituisce una parafilia, ma non una psicopatologia.

Inoltre, il solo desiderio non è sufficiente alla diagnosi: un aspetto centrale contenuto nel DSM 5 è la distinzione tra desiderio e azione.

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