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Le parafilie secondo il DSM 5

Ambiti d'intervento

Parafilie Grottaferrata Roma

Il 5° Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali tratta esplicitamente otto forme di parafilia, e cioè:

  • Disturbo esibizionistico: bisogno di mostrare i propri genitali a persone sconosciute;
  • Disturbo feticistico: uso di oggetti non sessuali per ottenere l’eccitazione (per esempio le scarpe);
  • Disturbo frotteuristico: bisogno di toccare o palpare persone non consenzienti;
  • Disturbo pedofilico: attrazione per minori e bambini;
  • Disturbo da masochismo sessuale: bisogno di essere umiliati o di provare dolore;
  • Disturbo da sadismo sessuale: bisogno di umiliare o provocare dolore;
  • Disturbo da travestitismo: bisogno di indossare vestiti del sesso opposto;
  • Disturbo voyeuristico: bisogno di spiare persone nude o in atteggiamenti intimi.

Questi disturbi possono essere distinti in due categorie: quelle che prevedono semplicemente un comportamento sessuale atipico e quelle che comportano anche un disturbo mentale (disordini parafilici).

Per poter porre una diagnosi di disordine parafilico è necessario che la persona manifesti almeno una di queste caratteristiche:

  • angoscia personale profonda, non limitata alla sola disapprovazione sociale;
  • disagio psichico o fisico;
  • comportamenti nocivi per sé o l’altro;
  • coivolgimento di persone riluttanti a essere coinvolte in un simile scenario sessuale oppure incapaci a dare un valido consenso (bambini, disabili).

In questi casi, il comportamento o i desideri sessuali sono causa di un disagio significativo per la persona o possono diventare motivo di pericolo per altri o per la società in generale (si pensi al reato di pedofilia).

Le cause: traumi e abusi infantili

Secondo il DSM alcune delle fantasie e dei comportamenti parafilici possono aver inizio nell’infanzia o nella prima adolescenza, ma nella maggior parte dei casi divengono meglio definiti ed elaborati con l’ingresso nella prima età adulta.

Alcune persone sono spinte a questi comportamenti dalle loro fantasie di vendicare umilianti traumi infantili. Disumanizzando o umiliando il partner “si vendicano” di quello che hanno subìto. Si ipotizza che le fantasie sessualmente eccitanti abbiano lo scopo di far superare la degradazione portando a una redenzione personale. La parafilia permette loro di mettersi in rapporto con gli altri in un modo che non prevede un vero senso di connessione e condivisione e di utilizzare il potere di sedurre, dominare o sfruttare in assenza di un reale riconoscimento dell’altro in una relazione intima.

Quando chiedere aiuto

In alcuni casi le parafilie possono essere completamente accettate e condivise dalla persona e dal partner, non essere vissute come disturbanti e non nuocere né a sé né agli altri: è il caso, per esempio, di alcune pratiche di BDSM messe in atto da adulti consenzienti, oggi sempre più diffuse come dimostra anche il successo planetario del romanzo “Cinquanta sfumature di grigio”.

Ci sono invece situazioni in cui le parafilie sono accompagnate da un disagio importante

Se il comportamento parafilico è esclusivo (esclude cioè tutte le altre forme di sessualità), la persona va incontro a una graduale alterazione della capacità di reciprocità sessuale e di coinvolgimento affettivo, e con il passare del tempo a disfunzioni sessuali e sintomi depressivi, accompagnati da un aumento della frequenza e dell’intensità dei comportamenti parafilici. Questi comportamenti tendono ad aumentare in condizioni di stress psicosociale.

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Studio Specialistico Associato Grottaferrata

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