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Sesso e disabilità: un'attrazione segreta

Sesso e disabilità: un'attrazione segreta
Sesso e disabilità: un'attrazione segreta. Una devozione diversamente abile.

Titolo:  Sesso e disabilità: un'attrazione segreta. Una devozione diversamente abile
Autori: Alfredo De Risio, Stefania Angeli
Editore: Alpes Italia
Anno: 2017

[...]Era il 1995 e a Roma c'era Erotica Tour, la manifestazione dell'erotismo, così, presa dalla curiosità che mi caratterizza, insieme a due amici, tutti e tre studenti di psicologia al quarto anno, andammo a vedere di cosa si trattasse.

In quella torre di Babele dell'erotismo, fui colpita da uno stand in particolare, mentre tutto intorno era concitato ed eccitato, in quel quadrato delineato da una semplice tenda, c'erano persone stranamente calme, almeno rispetto al resto dei visitatori, attente a scegliere il materiale proposto. Entrai anche io, e per la prima volta scoprii la pornografia disabile.

Due anni dopo mi laureai e cominciai da subito ad occuparmi di disabilità, in tutto questo tempo ho conosciuto da dentro tutte le sfumature, e la disperazione, di chi nasce disabile e di chi ci diventa nel corso della vita. Ho conosciuto le famiglie, che oscillano tra rabbia, dolore e speranza. Ho visto padri accompagnare i figli da prostitute gentili e premurose, madri che aiutavano i propri figli a trovare il piacere, assistenti volenterosi e illuminati che insegnavano ai loro assistiti ad usare il proprio corpo, ho ricevuto racconti di persone disabili che sono state “molestate” da personale specializzato. Ho toccato anche il rifiuto per la disabilità, e l'impedimento ad accedere al piacere. Tutto questo materiale umano compone la mia esperienza e conoscenza sul campo della disabilità, tutto registrato. 

[...]??Dal canto mio, dall’alba del nuovo millennio mi trovavo a dirigere i Centri Diurni per Disabili Adulti, espressione dell’integrazione sociosanitaria dei c.d. Piani di Zona, la cui responsabilità, appunto, fu affidata alla mia persona, Dirigente Psicologo del Dipartimento di Salute Mentale. Fin da subito si fece largo in me l’idea di una psicologia di confine, una terra di mezzo, dove il modello di rete e la rete dei modelli, entrambi in movimento, sembrano oscillare tra relazioni difficili e la fattiva collaborazione.

Troppo a lungo, la relazione asimmetrica del normale verso il disabile ha segnato profondamente il giudizio, ponendo l’uno in posizione dominante sull’altro. Ma se culturalmente le associazioni per la difesa e il riconoscimento dei diritti della persona, ancor più se disabile, da mezzo secolo, sembrano aver vinto la battaglia per questo abuso di potere; il disconoscimento del diritto alla sessualità, all’erotismo e all’affettività del disabile, rimandano ancora ad un rapporto giocato sul piano di un potere di pressione sociale e non solo.

L’altro spaccato della mia attività clinica quotidiana, mi vede da venti anni in quei luoghi preclusi ai più, i luoghi della pena che, nella nostra società segnano il confine ultimo tra chi “è nel giusto“ e chi “ha sbagliato”. In questa scatola di pietra ho raccolto gli ingredienti di quel complesso intreccio tra salute mentale, pulsione sessuale e disabilità.

Una cosa ci è chiara, aver conosciuto questo mondo parallelo ci ha cambiato la visione della disabilità, non più angeli o demoni asessuati o persone indesiderabili ma uomini e donne fatti di carne. Molto spesso sentiamo frasi come: “sono persone come le altre” ma difficilmente li immaginiamo in atteggiamenti erotici, protagonisti della pornografia, come oggetto del desiderio di qualcuno o addirittura come modello estetico cui ispirarsi per tendere al benessere psico-fisico.


Siamo così entrati in questo mondo parallelo in punta di piedi, increduli di quello e di quanto ci si mostrava davanti, entrambi abbiamo attinto alle nostre fonti di conoscenza, anche istituzionali e abbiamo ricevuto sempre la stessa risposta: “mai sentito parlare di questa roba qui”. Questo è stato il motore che ci ha spinti ad andare avanti a conoscere di più e meglio il fenomeno del devotismo, fino a quando abbiamo pensato di condividerlo con questo libro. Le emozioni e le sensazioni nel corso di questi due anni di ricerca sono state innumerevoli, dallo sconcerto al disgusto, passando per l'empatia e la curiosità, la solitudine di chi vive una condizione di disabilità grave che vede i devotee come l'unica fonte di “compagnia”, la rivalsa e lo “sfruttamento” della propria diversità di chi vende materiale erotico auto-prodotto.

C'è chi ne ha fatto un business e chi una questione filosofica di emancipazione con la creazione di nuove correnti di pensiero come“Queer Crip Porn” che è una forma emergente di narrazione sessuale, volta a favorire la conoscenza, di piaceri e fantasie, anche di persone disabili. 

Ecco, adesso dopo aver conosciuto un altro aspetto della disabilità, quello più oscuro, se vogliamo anche perverso, possiamo affermare con certezza che non sono né angeli né demoni perché pensarli così sarebbe escluderli dal mondo. — con Alfredo De Risio

Studio Psicològo - Studio Specialistico Associato
Grottaferrata

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